Luci di Natale a Milano

Mancano pochi giorni a Natale e fare una passeggiata in centro città per vedere come sono gli addobbi è sempre tradizione.

Quest’anno poi c’era la curiosità di vedere come fosse, considerando il clima economico non proprio dei migliori.

Mi pare che da parte del comune ci sia stata la volontà di ripetere gli addobbi del 2007, con molte luci in tutto il centro cittadino, nonchè il famoso cielo stellato della cupola della galleria Vittorio Emanuele che era stato inaugurato l’anno scorso.

Recessione in pasticceria

Per ingannare il pomeriggio festivo ho deciso di concedermi qualche pasticcino e arrivato davanti alla vetrina della pasticceria ho notato questo capolavoro dell’arte pasticcera!

Il pasticcere ha voluto affrontare un tema di attualità in modo allegro.

Auguro al pasticcere di trovare gli acquirenti di cotante leccornie, sicuramente non a buon mercato, in barba alla crisi!

Resta il fatto che è un vero artista.

Il futuro degli apparati mobili

Ormai è un dato di fatto. Gli apparati mobili saranno sempre più qualcosa che non servirà solamente a comunicare. Essi già adesso incorporano accessori come i gps, le fotocamere, le memorie di massa, ma sarà soprattutto il software ad arricchire di funzionalità tali oggetti.

E’ il caso di questo software di cosiddetto “social tagging” che, praticamente, consentirà di marcare ciò che viene ripreso dall’obbiettivo della telecamera e dare descrizioni che potranno essere a loro volta condivise con altri.

Si tratta di un esperimento, per ora, realizzato da una software house giapponese, Tonchidot, che l’ha presentato all’evento Techcrunch 50, da poco conclusosi.

Un domino insolito!

Basta avere 1.500 hard disk per fare questo domino…

Chi non ha a casa un tale numero di hard disk disponibile?

… E anche tanto tempo da buttare!

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Banane a rischio estinzione?

La mia attenzione oggi è caduta su una notizia che, forse un po’ accentuata nei toni pessimistici del suo autore, pone qualche interrogativo nel futuro del frutto esotico più ricco di potassio: la banana.

Ebbene, sembra che un certo fungo che porta il nome di “malattia di Panama”, che nel 1960 colpì la qualità di banane nota con il nome di Gros Michel, portandola alla sua estinzione, stia per colpire di nuovo la qualità che conosciamo oggi, chiamata Cavendish, che sostituì la qualità che conobbero i nostri nonni.

Questo fungo per adesso sta colpendo le piantagioni dell’emisfero australe, provocando l’essiccamento delle piante e sembra che non abbia toccato finora le ricche piantagioni latino americane e africane da dove provengono le banane che mangiamo in occidente.

Le due maggiori compagnie bananiere, Chiquita e Dole, si limitano a minimizzare il problema, asserendo che le zone di produzione non sono state toccate dal contagio.

Il problema è che, forse, il contagio può essere solo questione di tempo, visto che gli stessi container che vengono usati per il trasporto potrebbero essere il mezzo per diffondderlo, dato il loro peregrinare per i porti e gli scali di tutto il mondo.

Piante colpite dalla malattia di Panama alle hawaii

Foto: Scot Nelson

In ogni caso, qualcuno sta già correndo ai ripari studiando in laboratorio nuove qualità di piante modificate geneticamente che potrebbero resistere al malefico fungo.

Un gruppo di scienziati belgi, a Leuven, ha infatti realizzato un nuovo tipo di banana che è stato in via sperimentale introdotto in Uganda, terra dove il fabbisogno alimentare poggia per l’80% sulle banane!

E siccome la produzione di una nuova banana che abbia caratteristiche di gusto simile a quella attuale potrebbe richiedere qualche anno, è bene che si proceda in fretta alla sua ricerca prima che possano crearsi seri problemi proprio nei paesi poveri, dove tale alimento è basilare per la sussistenza delle persone.

Link alla notizia originale

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The machine is us

Riporto un significativo, a mio avviso, filmato realizzato da un gruppo di studenti di antropologia dell’università americana del Kansas guidati dal Dr. Michael Welsh che, in pochi minuti, riesce a spiegare molto bene quella che è stata l’evoluzione della comunicazione su internet dagli inizi a oggi.

Apprezzo tantissimo la capacità di sintesi, ma al tempo stesso incisiva, che certi video riescono ad avere e la loro valenza didattica.

 

Chi aveva tagliato i fili di internet?

Ricorderete che si era parlato tempo fa di rotture di cavi sottomarini in fibra ottica avvenuti in medio oriente avvenuti in sequenza a pochi giorni di distanza.

Parrebbe che la responsabilità sia di due navi, MT Ann e MV Hounslow, che sono state individuate dall’azienda proprietaria dei cavi, Reliance Flag, che analizzando immagini satellitari in prossimità delle rotture avrebbe identificato le due navi responsabili, che ora sono trattenute dalle autorità portuali di Dubai.

Maggiori dettagli su come i cavi poi sono stati riparati sono disponibili alla pagina di Bonnie.net

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The Ships That Cut the Undersea Internet Cables

Affari 2.0

La BBC ieri ha riportato la notizia che un americano di 43 anni, tale Chris Clark, che deteneva la proprietà del dominio pizza.com è riuscito a venderlo tramite asta online alla modica cifra di 2,6 milioni di dollari.

Egli aveva acquisito il dominio nel 1994 agli albori di internet e lo ha mantenuto semplicemente pagando il costo annuale del mantenimento.

Un bel ritorno sull’investimento non c’è che dire!

Photo credits: Sami Keinänen

BBC NEWS | World | Americas | US man gets $2.6m for domain name

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Come 40 anni fa si ipotizzava la vita di oggi

Nel 1968 la rivista americana Mechanix Illustrated in un articolo provava a disegnare lo scenario della vita nel 2008.

Interessante esercizio di futurologia da rileggere oggi per verificare quanto di ciò che era stato previsto si è in tutto o in parte realizzato.

Se da una parte chi ha scritto l’articolo è stato molto lungimirante ipotizzando un uso sempre più esteso dei metodi di pagamento elettronici che avrebbero sostituito la moneta cartacea, oppure prevedendo la diffusione di pannelli video al posto dei classici televisori, in grado di trasmettere non solo la classica tv programmata, ma anche altri genere di spettacoli a richiesta con il modello della pay per view, dall’altra ha miseramente mancato il bersaglio prevedendo invece città coperte da enormi cupole trasparenti in grado di climatizzarle tutto l’anno, oppure automobili capaci di sfrecciare a oltre 400 Km/h!

Prevedere il futuro non è assolutamente facile, bisogna dare atto che ci ha provato 40 anni fa è stato comunque bravo.

Fonte: What Will Life Be Like in the Year 2008? (Nov, 1968)

Nokia morph: il futuro è microscopico

Questa dovrebbe essere la tendenza del futuro nel campo degli apparati mobili, secondo la casa finlandese. Grazie alle nanotecnologie sarà possibile costruire apparati che consentiranno un’esperienza d’uso totalmente nuova rispetto a oggi.

Il Nokia Morph rappresenta per adesso un concetto, non si sa ancora quanto tempo dovrà passare per arrivare ad una sua industrializzazione, ma la strada è iniziata e fa intravedere già cosa potrà essere fatto grazie alle nanotecnologie in un futuro, si spera, non troppo remoto!