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Levi ci riprova anche con il nuovo governo!

E’ notizia di qualche giorno fa riportata sul sito del governo uscente e ripresa dal Dott. Spataro di Civile.it che vigila da mesi sulla vicenda del DDL presentato la scorsa estate da Franco Levi sull’editoria on-line.

In pratica tale decreto, se non fosse stato ritirato, avrebbe costretto tutti coloro che pubblicano un sito a registrarsi presso l’Agcom, a pagarle un importo annuale e a compilare una dichiarazione piuttosto complessa.

Fu poi corretto, in seguito alle molte critiche ricevute, limitando l’obbligo alle aziende o a coloro che hanno dei ricavi dalla pubblicazione su web (quindi anche dalle varie forme di pubblicità…).

Ebbene, Franco Levi ha deciso di riprovarci ancora, forte di un consenso a suo dire trasversale e che ha anche ricevuto il placet in sede europea.

Chissà se il nuovo governo ha intenzione veramente di approvare tale legge, che avrebbe solamente lo scopo di limitare la libertà di espressione, di fatto, a coloro che sono già professionisti nel mondo dell’editoria.

Ascoltiamo direttamente la vicenda dalle parole del Dott. Spataro nel video che segue.

Via: Civile.it

Internet è appesa a un filo!

In realtà è appesa a molti “fili” che sono i cavi in fibra ottica che collegano tra loro i vari continenti, le cosiddette dorsali.

Finchè nessuno li tocca, fanno egregiamente il loro lavoro, trasportano dati in continuazione lungo i fondali degli oceani e dei mari.

Sono saliti alla ribalta delle notizie in questi giorni perchè, nell’arco di 48 ore, sono avvenute tre rotture accidentali a tre cavi diversi in medio oriente e davanti alle coste dell’Egitto. La prima rottura ha interessato due cavi che corrono sui fondali uno vicino all’altro nei pressi di Alessandria d’Egitto. Sembrerebbe a causa di un’ancora di una nave alla fonda, davanti al porto. Per l’altro, avvenuto vicino a Dubai, non si conoscono ancora le cause.

Le conseguenze di queste rotture sono state una riduzione della capacità trasmissiva della rete, tra l’Europa e l’India, del 75%.

In ogni caso, l’architettura della rete ha dato dimostrazione di solidità nel suo complesso, perchè il traffico si è ridistribuito sulle altre dorsali e anche tramite le comunicazioni satellitari, cosa che era stata pensata da chi aveva progettato la prima rete su protocollo IP per scopi militari, Arpanet.

Ecco una rappresentazione di tutte le reti oceaniche sparse per il globo.

via http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7222536.stm

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