Recessione in pasticceria

Per ingannare il pomeriggio festivo ho deciso di concedermi qualche pasticcino e arrivato davanti alla vetrina della pasticceria ho notato questo capolavoro dell’arte pasticcera!

Il pasticcere ha voluto affrontare un tema di attualità in modo allegro.

Auguro al pasticcere di trovare gli acquirenti di cotante leccornie, sicuramente non a buon mercato, in barba alla crisi!

Resta il fatto che è un vero artista.

LinkedIn raccoglie altri 22,7 Milioni di dollari da SAP, Goldman Sachs e McGraw Hill

L’ormai conosciuto anche in Italia social network, LinkedIn, orientato alle relazioni d’affari, ha annunciato di avere incrementato il proprio capitale di altri 22,7 milioni di dollari grazie all’investimento operato da SAP, Goldman Sachs e McGraw Hill insieme al già presente investitore Bessemer Venture Partners che aveva agevolato lo start-up della società.

L’investimento si è basato su una valutazione della società di ben un miliardo di dollari e complessivamente ammonta a una cifra poco sopra i 100 milioni di dollari.

Tale operazione si è conclusa circa un mese fa, prima del tracollo dei mercati e sicuramente ha rappresentato una manna dal cielo, visti i tempi difficili che si prospettano anche per un’azienda che conta tra i suo numeri 370 dipendenti e una crescita dei ricavi del 100% all’anno e che dal 2006 ha generato profitti.

LinkedIn è sicuramente un servizio web interessante, focalizzato sulle relazioni d’affari a differenza di altri social network più generalisti e ludici.

E oltretutto dimostra che è possibile realizzare aziende che fanno utili su Internet quando c’è un business plan ben definito.

Il futuro degli apparati mobili

Ormai è un dato di fatto. Gli apparati mobili saranno sempre più qualcosa che non servirà solamente a comunicare. Essi già adesso incorporano accessori come i gps, le fotocamere, le memorie di massa, ma sarà soprattutto il software ad arricchire di funzionalità tali oggetti.

E’ il caso di questo software di cosiddetto “social tagging” che, praticamente, consentirà di marcare ciò che viene ripreso dall’obbiettivo della telecamera e dare descrizioni che potranno essere a loro volta condivise con altri.

Si tratta di un esperimento, per ora, realizzato da una software house giapponese, Tonchidot, che l’ha presentato all’evento Techcrunch 50, da poco conclusosi.

Ubiquity: un’estensione di firefox che cambierà il browser

Mozilla Labs ha annunciato qualche giorno fa l’avvio di un progetto, naturalmente open source, che nelle loro intenzioni dovrebbe rendere molto più amichevole l’utilizzo del browser per tutta una serie di attività che, attualmente, richiederebbero all’utente tutta una serie di passaggi manuali e conoscenze nell’utilizzo dei diversi servizi web che rientrano nella voce dei cosidetti mashups.

Poniamo il caso che si voglia organizzare una pizzata con alcuni amici presso un locale che nessuno di noi abbia ancora frequentato.

Questo implica una ricerca sul web per individuare il locale, una ricerca sulla mappa per trovare la sua collocazione, l’apertura poi del servizio di posta per preparare l’email da mandare agli amici incollando i vari riferimenti e la mappa che sono stati in precedenza trovati.

Ubiquity, nelle intenzioni di Mozilla Labs, automatizzerà in buona parte il processo evitando all’utente molte attività, semplicemente attraverso l’evidenziazione dei testi scritti ad esempio nell’email e richiedendo la ricerca dei link o delle posizioni sulla mappa, restituendo il risultato direttamente nel messaggio che si sta scrivendo.

Il video, in inglese, che segue è sicuramente molto esplicativo delle potenzialità del progetto.

Ubiquity è stato rilasciato in versione prototipale 0.1 con il relativo tutorial.

Come si elegge un presidente degli Stati Uniti d’America

Apprezzo tantissimo i filmati didattici dei ragazzi della Common Craft. Sono capaci in pochi minuti e con delle semplici animazioni di spiegare le funzioni di un certo software e di un servizio web, così come affrontare altri argomenti non attinenti al mondo internet.

E’ il caso del filmato che si presenta, dove viene spiegato il meccanismo elettorale che regola l’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America, evento che a novembre stabilirà chi governerà gli USA per i prossimi quattro anni.

Video: Electing a US President in Plain English | Common Craft – Explanations In Plain English.

Aggiornamento: per un errore nella prima versione del filmato che citava 3 congressi distrettuali nel Kansas invece di 4, è stata rilasciata una nuova versione aggiornata.

Vuoi provare l’ebbrezza di essere miliardario? Vai nello Zimbawe!

La banconota da 100 miliardi di dollari dello Zimbawe

Ti bastano infatti anche i pochi euro che hai nel portafoglio per dichiararti multi miliardario nello Zimbawe.

Peccato che quelle banconote diventino praticamente carta straccia nel giro di poco, visto che il livello di inflazione si attesta oltre i 2.000.000 di punti percentuali!

A parte le facili battute che si possono fare, la situazione di quel paese Sudafricano è veramente drammatica, visto che con la banconota in foto si può comprare al massimo un pezzo di pane!

When a Bill Is Worth 100 Billion Dollars – The Lede – Breaking News – New York Times Blog

Iphone: il 54% dei consumatori online non pensa di comprarlo

Secondo un’indagine statistica, condotta da PriceGrabber.com (sito di comparazione prezzi), sul comportamento dei consumatori sul web circa la propensione all’acquisto dell’Iphone e degli smartphones in generale, viene fuori l’indicazione che il 54% del campione analizzato non intende comprare il telefono della casa di Cupertino.

Infatti, dei 3066 consumatori facenti parte del campione, solo il 4% possiede già un Iphone e il 42% sta prendendo in considerazione il suo acquisto. Del restante 54% che non intende, appunto, acquistarlo, il 41% si giustifica motivando il prezzo troppo alto e un altro 22% perchè preferirebbe un’altra compagnia telefonica all’AT&T che monopolizza il mercato USA (la

Credits: cjmartin

ricerca infatti riguarda il territorio statunitense).

Sarà interessante vedere come sarà la risposta del mercato europeo all’introduzione del nuovo modello, nei diversi Paesi, anche in relazione alle offerte predisposte dalle diverse compagnie telefoniche.

Via: The Inquisitr

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Banane a rischio estinzione?

La mia attenzione oggi è caduta su una notizia che, forse un po’ accentuata nei toni pessimistici del suo autore, pone qualche interrogativo nel futuro del frutto esotico più ricco di potassio: la banana.

Ebbene, sembra che un certo fungo che porta il nome di “malattia di Panama”, che nel 1960 colpì la qualità di banane nota con il nome di Gros Michel, portandola alla sua estinzione, stia per colpire di nuovo la qualità che conosciamo oggi, chiamata Cavendish, che sostituì la qualità che conobbero i nostri nonni.

Questo fungo per adesso sta colpendo le piantagioni dell’emisfero australe, provocando l’essiccamento delle piante e sembra che non abbia toccato finora le ricche piantagioni latino americane e africane da dove provengono le banane che mangiamo in occidente.

Le due maggiori compagnie bananiere, Chiquita e Dole, si limitano a minimizzare il problema, asserendo che le zone di produzione non sono state toccate dal contagio.

Il problema è che, forse, il contagio può essere solo questione di tempo, visto che gli stessi container che vengono usati per il trasporto potrebbero essere il mezzo per diffondderlo, dato il loro peregrinare per i porti e gli scali di tutto il mondo.

Piante colpite dalla malattia di Panama alle hawaii

Foto: Scot Nelson

In ogni caso, qualcuno sta già correndo ai ripari studiando in laboratorio nuove qualità di piante modificate geneticamente che potrebbero resistere al malefico fungo.

Un gruppo di scienziati belgi, a Leuven, ha infatti realizzato un nuovo tipo di banana che è stato in via sperimentale introdotto in Uganda, terra dove il fabbisogno alimentare poggia per l’80% sulle banane!

E siccome la produzione di una nuova banana che abbia caratteristiche di gusto simile a quella attuale potrebbe richiedere qualche anno, è bene che si proceda in fretta alla sua ricerca prima che possano crearsi seri problemi proprio nei paesi poveri, dove tale alimento è basilare per la sussistenza delle persone.

Link alla notizia originale

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Il mio Wordcamp

Ormai penso che anche i sassi (e non mi riferisco a quelli di Matera…) sappiano che sabato 10 maggio si sia tenuto a Milano il primo Wordcamp europeo e italiano ufficiale, con la prestigiosa presenza dell’inventore, peraltro giovanissimo, della piattaforma software per i blog, WordPress, Matt Mullenweg.

A conferenze e convegni sono stato decine di volte, ma mai mi era capitato di partecipare a una non-conferenza o conversazione dal basso, come qualche volta viene definita, che sono appunto i barcamp.

In definitiva è stata una bella esperienza, ben organizzata dai responsabili del supporto italiano di WordPress, in primis l’iperattivo Wolly, che hanno saputo ben collocare l’evento all’interno di uno spazio verde quale è il Parco Sempione di Milano che ha agevolato, anche grazie al bel tempo, gli spazi di socializzazione nel contesto dell’evento stesso.

Io, da neofita quale sono, mi sono limitato ad ascoltare i diversi interventi, ma, se vogliamo, ho dato il mio contributo facendo intervenire al camp, nel tardo pomeriggio, il famoso web publisher italiano Robin Good, che si trovava già a Milano per altri motivi.

E’ stata, quindi, anche l’occasione per conoscere dal vivo uno dei personaggi del web italiano che seguo da un certo tempo e con il quale avevo finora scambiato solo qualche battuta su Skype o durante le sue famose trasmissioni dal vivo.

Non ho scattato foto, come hanno fatto tanti altri, mi sono limitato a riprendere qualche fase della giornata grazie al servizio di Qik, che ha usato anche Robin per la sua

intervista a Matt.

Levi ci riprova anche con il nuovo governo!

E’ notizia di qualche giorno fa riportata sul sito del governo uscente e ripresa dal Dott. Spataro di Civile.it che vigila da mesi sulla vicenda del DDL presentato la scorsa estate da Franco Levi sull’editoria on-line.

In pratica tale decreto, se non fosse stato ritirato, avrebbe costretto tutti coloro che pubblicano un sito a registrarsi presso l’Agcom, a pagarle un importo annuale e a compilare una dichiarazione piuttosto complessa.

Fu poi corretto, in seguito alle molte critiche ricevute, limitando l’obbligo alle aziende o a coloro che hanno dei ricavi dalla pubblicazione su web (quindi anche dalle varie forme di pubblicità…).

Ebbene, Franco Levi ha deciso di riprovarci ancora, forte di un consenso a suo dire trasversale e che ha anche ricevuto il placet in sede europea.

Chissà se il nuovo governo ha intenzione veramente di approvare tale legge, che avrebbe solamente lo scopo di limitare la libertà di espressione, di fatto, a coloro che sono già professionisti nel mondo dell’editoria.

Ascoltiamo direttamente la vicenda dalle parole del Dott. Spataro nel video che segue.

Via: Civile.it