Iran, diritti civili e informazione

Quello che sta succedendo in questi giorni in Iran può rappresentare un punto di svolta storico per il destino non solo di questo importante Paese medio orientale, ma anche per il futuro dell’informazione.

Si sta assistendo, infatti, a un tentativo da parte di una fetta di popolazione, quella probabilmente più giovane e più liberale, di rivendicare una vera democrazia per la loro terra da troppo tempo in mano a oligarchie religiose e radicali.

Non è detto che vi riusciranno, almeno nel breve periodo, ma è interessante notare come, malgrado i tentavi di controllo dell’informazione che vengono da sempre attuati nei Paesi totalitari, in questo caso si sta affermando la forza dell’informazione che arriva “dal basso”, cioè dai cittadini che, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione, riescono a far varcare i confini chiusi di questo genere di paesi alle informazioni, alle notizie e alle testimonianze visive di ciò che avviene veramente.

E’ il trionfo dei servizi di social networking come Twitter, Youtube, Facebook e altri che riescono ad aggregare informazioni nelle forme più disparate e a diffonderle in tutto il mondo.

Purtroppo informazioni, immagini e video che arrivano sono spesso molto crudi, violenti, proprio per la loro immediatezza, ma del resto è la rappresentazione della realtà, di ciò che succede veramente a coloro che rivendicano i loro diritti.

L’eco delle proteste è sempre più flebile man mano che passano i giorni, perchè la  “normalizzazione” messa in atto dal regime sta stringendo sempre di più la morsa su chi dissente e sui mezzi di informazione.

C’è da augurarsi che qualcosa cambi per loro, presto. I muri devono cadere anche lì…

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